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TRAMA: Uno Scrittore “famoso” su sedia a rotelle, Gina, la sua ex portinaia, e tutte le persone che lui amorevolmente chiama “la mia tribù” riunite il giorno di Natale per pranzo: un malessere dello Scrittore innesca la sequenza irreversibile di accadimenti che spinge alcuni componenti della tribù ad aprire i propri armadi portando alla luce i misfatti della loro vita.

Da una stanza d’ospedale lo Scrittore pensa che la crisi sia passata: il medico gli porta due notizie sul suo cuore, ma non sono le classiche “una buona e una cattiva”… e il dialogo si fa surreale.

Ringrazio Lucia Silver di Ultime dai libri per questa collaborazione che mi ha veramente toccata e l’autore Mauro Gandini per il genio estroso e per la sua gentilezza.

RECENSIONE:

La prima cosa che ci tengo a specificare è che si tratta di un libro molto più profondo di quello che si possa pensare inizialmente limitandosi a leggere la trama o la quarta di copertina; e proprio questo è una delle cose che ho apprezzato maggiormente: ho iniziato questa lettura convinta di trovarmi davanti un libro leggero (cosa che effettivamente è) e non mi aspettavo sicuramente di chiuderlo con le lacrime agli occhi.

Fatta questa piccola premessa entriamo nel vivo. “Quanti misfatti mio scrittore” è il terzo volume (prometto di recuperare anche i precedenti!) dedicato allo scrittore “famoso” come vicende definito nel libro (eh si, viene chiamato semplicemente così per tutta l’opera!). Lo scrittore si distingue per la sua sferzante ironia attraverso la quale ci racconta le sue disavventure – o per meglio dire i suoi misfatti – presenti e passati.

Lo stile è il punto di forza di “Quanti misfatti mio scrittore” assieme al finale che mi ha veramente commossa molto. Mauro Gandini è stato bravissimo nel rendere le vicende della “tribù” in modo così realistico e immersivo che anch’io me ne sento parte.

Assolutamente consigliato a chiunque poiché – grazie alla sua leggerezza camuffata – è godibile in ogni contesto, lasciando però un forte messaggio.


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