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TRAMA: Herculeia – per tutti detta Leia – lavora come social media manager per una grande realtà newyorkese, ma in un solo pomeriggio la sua vita viene stravolta e in un una sola mossa perde lavoro e fidanzato.
Per consolarsi decide (su grande insistenza della nipote Iola) di fare comunque la vacanza che aveva prenotato con il suo fidanzato; ma anche qui la situazione precipita velocemente: la barca naufraga e Leia si sveglia su un isola abitata da super super fighi… che però nascondono un grosso segreto.

“Li sembrava che i miei book boyfriend preferiti – tutti rigorosamente usciti da dark e mafia romance – avessero preso vita.”
RECENSIONE:
“I dodici megafusti di Herculeia” è il primo volume della serie Leggende fuori misura, nata dalla penna di C. Rochelle e portata in Italia da Ink Literary PR che ringrazio per la collaborazione (qui trovate tutti gli altri titoli da me recensiti per questa agenzia )
Veniamo a noi. Con “I dodici megafusti di Herculeia” siamo di fronte ad un monster romance intenso e coinvolgente, sicuramente non per tutti e basato sul trope del why chose? E ambientato in un mondo che ricorda l’Antica Grecia.
La storia di base è una rivisitazione in chiave erotica (e mooooolto originale) del mito di Ercole e delle sue dodici fatiche, che qui vengono riviste in chiave Spicy, da qui il titolo “Le dodici fatiche di Herculeia”. Nonostante questa chiave di lettura così erotica, i messaggi che emergono dalla lettura sono molteplici e molto profondi: dall’accettazione di se alla dipendenza moderna dai cellulari.
Per quanto riguarda i personaggi di “Le dodici fatiche di Herculeia” la nostra protagonista è resa veramente benissimo. E’ vero, a primo colpo d’occhio, può sembrare un personaggio un po stereotipato e che segue gli eventi senza porsi domande o dilemmi. Ma, in realtà – per il personaggio che è – il tutto funziona molto bene e, senza farvi troppi spoiler, questo suo comportamento ha un significato profondo… che scoprirete!
Parliamo ora del punto forte di “I dodici megafusti di Herculeia” e cioè lo stile di C. Rochelle che si caratterizza per la forte ironia (espressa a gran voce dalla protagonista) in grado di rompere la quarta parete grazie ai continui richiami al mondo moderno, al booktok e alla letteratura.
Lo stile quindi si mostra come molto fresco e coinvolgente, scorrevole al punto giusto e soprattutto in grado di catapultare il lettore nella storia anche garanzie alla scelta di utilizzare POV multipli così da rendere “I dodici megafusti di Herculeia” estremamente accattivante.
Quindi, in conclusione, io personalmente sono rimasta piacevolmente stupita da questo libro, ma ricordo ancora un volta, di prestare molta attenzione au thriller warning poiché alcune scene sono effettivamente forti.

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