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TRAMA: Fern e Drew si sono da poco trasferiti da Manchester ad Aberness, un piccolo paese rurale sul confine con la Scozia, per salvare il loro matrimonio… ma ci sono segreti che son difficili da nascondere.

TITOLO: “La moglie del dottore”
AUTORE: Daniel Hurst
EDITORE: Bookouture Italia
PAGINE: 287 p.
GENERE: Thriller Domestico
SERIE: La moglie del dottore #1
DOVE COMPRARE: A questo link
RECENSIONE: “La moglie del dottore” è il primo volume dell’omonima serie nata dalla penna di Daniel Hurst ed edita in Italia da Bookouture che ringrazio molto per la collaborazione.
Come già accennato quello che abbiamo fra le mani è un domestic thriller intrigante ma con poca tensione; sappiamo – infatti – sin dal prologo (che ottempera perfettamente alla sua funzione di creare tensione) cosa succede e ben resto comprendiamo facilmente anche il chi… nel corso del libro ci resta, quindi, sa scoprire semplicemente il come, andando così a togliere quell’alone di tensione e mistero legato alla scoperta del chi sia l’assassino.
I personaggi non sono particolarmente caratterizzati, ma guadagnano spessore grazie alla loro carità di non rivelarsi per quello che sono; non possiamo quindi parlare propriamente di evoluzione, quanto di personaggi che svelano pian piano il loro vero io.
Fern è una donna di città, ama il caos e la gente, ma è disposta a trasferirsi il mezzo al nulla per Drew, ma sarà veramente così? la prima immagine sua che abbiamo – infatti – è di donna succube del marito… ma non tutto è così come appare.
Drew a colpo d’occhio sembra il classico manipolare narcisista, talmente pieno di se da non capire nemmeno quello che gli succede sotto il naso talmente è egoriferito.
Punto forte del racconto è sicuramente la capacità di Daniel Hurst di cambiare le carte in tavola fra un capitolo e l’altro, mostrandoci spesso i due POV (Drew e Fern, entrambi in prima persona e con focalizzazione interna) che si smentiscono l’un altro creando così una sorta di limbo dove il lettore resta sospeso fra le due verità.
La vera tensione si ha, però, solo nell’epilogo che porta il lettore a desiderare al più presto il volume successivo per capire come procederà la storia. Proprio per questo motivo ritengo che – trattandosi del volume iniziale di una serie – il giudizio complessivo sia comunque buono.



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