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TRAMA: Quando arrivo senza preavviso nello studio di mio marito, dopo aver saputo che il mio miglior studente, Alex, è morto, vedo due bicchieri di vino accanto al lavandino. La mia paura più profonda si conferma: lui ha una relazione.

La maggior parte delle donne crollerebbe e lo cacerebbe di casa. Io no. Devo dimostrargli che sono ancora la donna che ha sposato: attraente, di successo, il collante della nostra famiglia perfetta. Ho bisogno che questo matrimonio funzioni. Devo proteggere un terribile segreto tutto mio, qualcosa che potrebbe distruggere tutto ciò per cui ho già sacrificato tanto.

Ma quando la polizia si presenta alla mia porta con domande sulla morte di Alex, a cui non so rispondere, e sul mio telefono iniziano ad arrivare messaggi minacciosi, capisco che qualcuno molto vicino a me mi sta osservando attentamente.

La verità è che nel mio matrimonio siamo in tre… ma solo uno di noi è davvero pericoloso.

TITOLO: “Infedele”

AUTORE: Natalie Barelli

EDITORE: Bookouture

PAGINE: 338 p.

GENERE: Thriller psicologico

SERIE: No

DOVE COMPRARE: a questo link

RECENSIONE: “Infedele” è il nuovo volume nato dalla penna di Natalie Barelli ed edito in Italia da Bookouture edizioni che ringrazio per la collaborazione (per chi fosse interessato trovate gli altri titoli recensiti da me per questa Casa Editrice a questo link).

Anna, la protagonista di “Infedele” è un personaggi molto complesso, ma anche molto fragile, al punto che – la maggior parte della suspence dell’opera -si gioca proprio attorno alle sue paure e insicurezze; è molto ingenua e tende a lasciarsi sopraffare dagli eventi, lascio così la strada spianata ai malintenzionati.

L’ambientazione scelta per “Infedele” è quella accademica e sebbene non sia descritta nei minimi dettagli, resta fondamentale per il contesto dell’opera; buona parte della suspence non sarebbe la stessa senza questo tipo di ambientazione.

Lo stile di Natalie Barelli è tendenzialmente affettato, spigoloso e quindi perfetto per racconti di questo tipo, dove le continue sospensioni alzano la tensione; tensione che è data – infatti – da fattori più che altro psicologici e non le classiche vibes da serial killer.

La suspense è molto buona, ma – come dicevo – è sopratutto psicologica, è legata all’ansia di quando vedi il tuo intero mondo crollare e non sai come muoverti; quando finalmente conquisti l’equilibrio e qualcuno è pronto a far crollare di nuovo tutto.

Quindi, in poche parole, un ottimo thriller per chi ama il genere psicologico con molte ansie e paure inespresse e che si gioca sul non-detto / non-fatto.


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